sabato 2 dicembre 2017

Benvenuti ad Oristano. Anzi no, beni benius.

 



Che città è Oristano? Ecco come la vedo io: arrivando in macchina dal Rimedio sul Ponte Grande che attraversa tutta la golena del fiume Tirso, entriamo nella cittadina attraverso una bella strada a quattro corsie dotata di uno spartitraffico centrale colorato come da manuale di giallo e nero che ci conduce verso una prima, intelligente rotonda. Ma prima ancora di usufruire diligentemente degli onesti servizi stradali della pubblica urbe gustiamo a sinistra della strada la struttura parallelepipeda in mattoni rossi dell’IpersupermegaConad, dove l’umanità si riunisce per fare la spesa perché è comodo, bersi un caffè, mangiare un panino o una pizzetta ma soprattutto per aggirarsi con vacua leggerezza tra le vetrine dei negozi protetti dall’invadente tepore del consumo. Sull’altro lato della strada, di fronte all’IpersupermegaConad si erge il più recente e ambizioso Unieuro, il promettente regno dell’HI TECH dove tutto è possibile e l’evoluzione umana trova senso e logica a prezzi accessibili. Accanto all’Unieuro troviamo un tradizionalista Bricolegno, per il consumista moderno che crede nel self made come strumento di emancipazione, edificazione dell’uomo e della famiglia. Subito dopo il Brico, teniamo la destra per omaggiare un enorme negozio dei Cinesi, esseri provenienti da un altro pianeta ( che, come è noto, ci stanno “invadendo” ) che sacrificano la loro vita all’apertura di negozi e alla conseguente vendita di vestiario per le masse, giochi per bambini fatti di plastica non conforme alle direttive CEE, ferramenta usa e getta, oggetti stupidi e inutili ma a volte, curiosamente, persino un po‘ utili.



Proseguendo nel nostro viaggio lungo la strada d’entrata di Oristano troviamo la rivendita della Renault e di fronte a questa un negozio di arredamenti casalinghi di recente apertura che sembrerebbe puntare la campagna pubblicitaria su un unico valore, la stranezza del proprio nome: “JYKS”.  A fianco a questo la piccola rivendita di formaggi di Cuozzo, un sincero e laborioso caseificio Oristanese del quale non facciamo in tempo a documentare le genuine qualità tipiche di un piccolo laboratorio di provincia che subito, a fianco ad esso, ci appare il volume dell’Eurospin, il diretto concorrente dell’IpersupermegaConad. Tornando sulla Via principale, dopo la seconda rivoluzionaria rotonda, arriviamo al distributore di benzina dell’Agip e dietro il distributore possiamo osservare un dignitoso quanto familiare e simpatico Mc Donald‘s. Di fronte a distributore e Mc Donald’s si trovano un grande negozio che vende divani, divani, divani e solo divani,  e un altro che vende biancheria e vestiario per bambini.
Detta così sembrerebbe che Oristano sia più un centro commerciale che una città, però questo è quello che si vede quando entri in città. Prossimamente potrei raccontare della gloriosa Torre di Mariano IV
e dei zampilli d’acqua che la incorniciano per il viandante che arrivi da Via Tirso.




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